mercoledì 13 aprile 2011

Doppia preferenza di genere: scelta consapevole e non frutto di automatismo


Il Consiglio dei ministri del 7 aprile 2011 ha approvato su proposta del Ministro per le pari opportunità, Carfagna un disegno di legge che introduce nell’ordinamento disposizioni volte ad assicurare le pari opportunità nelle procedure per l’elezione dei consigli comunali, a potenziare le pari opportunità nelle norme contenute negli statuti comunali e provinciali ed a rendere effettiva la disposizione contenuta nell’articolo 57 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, che assicura l’equilibrio di genere nella costituzione delle commissioni di concorsi per l’accesso al lavoro nella pubblica amministrazione. Il disegno di legge verrà trasmesso alla Conferenza unificata per il parere. In materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni fino a 15 000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati; l'elettore può esprimere uno o due voti di preferenza, e se si esprimono due preferenze, ciascuna di esse deve riguardare un candidato di genere maschile ed un candidato di genere femminile. In materia di statuti comunali e provinciali, i quali, dovranno d’ora in poi stabilire norme per assicurare condizioni di pari opportunità e per garantire (invece che solo promuovere) la presenza di entrambi i generi nelle giunte e negli organi collegiali del comune e della provincia, e degli enti, aziende ed istituzioni da esse dipendenti. La norma deve essere interpretata come una disposizione di carattere programmatico, tale da non imporre che negli statuti comunali e provinciali sia prevista la presenza di entrambi i generi.


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